Creare nuove sinergie tra Università, Terzo Settore e territorio per sviluppare competenze, condividere conoscenze e costruire risposte più efficaci ai bisogni della società. Questo è l’obiettivo di Action For Non Profit (A4NP), la piattaforma del Politecnico di Milano nata per rafforzare il dialogo e la collaborazione tra il mondo accademico e le organizzazioni non profit.
Si consolida così la lunga e solida collaborazione tra Fondazione Triulza e l’Ateneo milanese sui temi scientifici, tecnologici e sociali.
Il racconto di Action For Non Profit su VITA Magazine
Vita Magazine ha dedicato un approfondimento alla presentazione della piattaforma, raccontandone la nascita e il confronto tra Università e Terzo Settore. Di seguito un estratto dell’articolo “Action For Non Profit”: il Politecnico di Milano apre le porte al Terzo settore”.
“La sfida, ragionava (la Rettrice, Donatella Sciuto) , non è portare l’università nella società, ma lasciare che la società entri nell’università e che questo incontro cambi il modo di fare ricerca, di formare e di innovare. Venerdì 25 settembre, nell’Aula De Donato del Campus Leonardo, quell’intenzione ha preso una forma concreta con il lancio di Action For Non Profit (A4NP). Si tratta della piattaforma con cui l’ateneo mette a regime una rete di collaborazioni con il Terzo settore sviluppata negli ultimi anni.
«Action for Non Profit rappresenta qualcosa di più del lancio di una piattaforma», ha detto Sciuto. «Rappresenta la volontà di dare una forma stabile, riconoscibile e strutturata a una relazione che il Politecnico coltiva da tempo: quella con il Terzo settore». Una piattaforma è il luogo in cui domanda e offerta si incontrano. Un’infrastruttura è ciò che permette a quell’incontro di ripetersi, di essere valutato e di sopravvivere alle persone che lo hanno promosso. Non a caso la sessione d’apertura era intitolata “Un’infrastruttura strategica per il rafforzamento delle relazioni con il Terzo settore”.

Secondo la rettrice, gli enti portano dentro l’ateneo «una conoscenza diversa e altrettanto preziosa: quella che nasce dall’esperienza diretta dei territori e delle persone, dalla capacità di leggere le fragilità e i bisogni e dalla sperimentazione quotidiana di nuove forme di inclusione e di innovazione sociale».
Il lancio arriva al termine di una fase sperimentale avviata nell’ottobre 2025. Come perimetro sono state prese quasi 400 organizzazioni non profit già in relazione con il Politecnico, individuate attraverso una mappatura delle collaborazioni sviluppate dal 2022 in poi. Su quella base l’ateneo ha fatto un lavoro di ascolto dei bisogni e ha testato i primi servizi, che oggi si organizzano in quattro linee.“
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Le Voci dal Terzo Settore: l’esperienza di Fondazione Triulza
Fondazione Triulza ha partecipato al panel “Voci dal Terzo Settore” con l’intervento della Direttrice Chiara Pennasi, portando all’interno del confronto l’esperienza maturata nel lavoro tra innovazione sociale, tecnologica e ricerca.

Nel suo intervento, ha evidenziato la necessità di costruire un doppio scambio di competenze: da una parte, le organizzazioni del Terzo Settore hanno bisogno di sviluppare competenze tecniche e STEM per affrontare le sfide del presente e dall’altra, il mondo dell’innovazione scientifica e tecnologica deve conoscere più da vicino i bisogni sociali e i contesti reali nei quali le tecnologie possono trovare applicazione.
È stato sottolineato anche il bisogno di sperimentare modelli formativi e percorsi di trasferimento tecnologico e di conoscenza alternativi ai modelli tradizionali, capaci di lavorare su casi e problemi reali. Tra le priorità indicate da Fondazione Triulza ci sono lo sviluppo di metodologie organizzative per la misurazione dell’impatto e, delle competenze e delle tecnologie delle organizzazioni nelle discipline STEM collegate al loro impatto sociale.
La collaborazione con il Politecnico: formazione e progetti
Fondazione Triulza sta già sperimentando insieme al Politecnico di Milano percorsi che mettono in relazione studenti, competenze tecnologiche e bisogni concreti delle organizzazioni del Terzo Settore.
Un esempio è il corso progettuale Technology for Health and Social Challenges, avviato nel 2023 con la Scuola di Ingegneria Industriale e dell’Informazione del Politecnico. Il percorso coinvolge studentesse e studenti delle Lauree Magistrali in Ingegneria Biomedica, Ingegneria Gestionale e Ingegneria dell’Automazione, chiamati a lavorare in team interdisciplinari insieme a enti del Terzo Settore e imprese sociali.

L’obiettivo è sviluppare prototipi digitali o fisici a partire da bisogni reali, trasformando le competenze acquisite in aula in soluzioni concrete. Questo percorso produce valore in entrambe le direzioni: le organizzazioni coinvolte acquisiscono nuovi linguaggi e approcci, mentre gli studenti hanno la possibilità di confrontarsi con casi reali, sviluppando non solo competenze progettuali e comunicative, ma anche una maggiore capacità di comprendere i bisogni sociali delle organizzazioni e degli utenti.
Qui i progetti sviluppati:
- 2023/2024
- Cooperativa Eureka: piattaforma digitale che promuove l’autonomia di giovani con disabilità cognitive tramite un’app accessibile con avatar basato su IA, supporto alla gestione delle attività quotidiane;
- RSA Residenze del Sole: totem digitale interattivo integrato nel giardino della residenza a riconoscimento facciale, con giochi e attività di stimolazione e contenuti su misura;
- 2024/2025
- Cooperativa COOSS Marche: realizzazione di “Intellica”, piattaforma web con “Palestra Cognitiva” digitale con tre prototipi di nuove funzionalità a supporto di operatori e caregiver;
- 2025/2026
- Cooperativa Comunità Fraternità: progettazione e realizzazione di un videogioco educativo per contrastare le dipendenze dal digitale.
Un altro ambito di sperimentazione riguarda il Social Innovation Procurement, attraverso il percorso pilota avviato nel 2025 da Fondazione Triulza e Tiresia, insieme ad altre organizzazioni del Terzo Settore e aziende di MIND. Il percorso punta a rafforzare la capacità delle organizzazioni non profit di dialogare con le imprese, lavorando su linguaggi, sistemi informativi, policy, normative e misurazione dell’impatto, con l’obiettivo di aprire nuove opportunità di collaborazione.
Nuove sfide chiamano nuove competenze
Fondazione Triulza individua due direzioni significative per il futuro:
- sviluppare competenze e metodologie più rigorose per la misurazione dell’impatto sociale;
- lavorare insieme per comprendere e intercettare la crescente attenzione dei giovani verso organizzazioni e percorsi professionali capaci di offrire un senso al proprio lavoro.
È proprio questo secondo punto che la Fondazione ha iniziato ad approfondire anche attraverso la “Survey Economia Sociale e Giovani”, realizzata con Tiresia nell’ambito del Social Innovation Campus 2026, per comprendere meglio il rapporto tra nuove generazioni, lavoro e organizzazioni dell’economia sociale.

Credits foto evento presenti nell’articolo: foto e © di Paride Aldegani/Lab Immagine Dipartimento di DESIGN, Politecnico di Milano