L’Economia Sociale per Cassa Depositi e Prestiti

La testimonianza di Simona Panseri, Responsabile comunicazione, relazioni esterne, arte e cultura

Cassa Depositi e Prestiti sostiene il Terzo Settore promuovendo strumenti finanziari e soluzioni capaci di accompagnare la crescita di iniziative ad alto impatto sociale, favorendo modelli sostenibili e duraturi. In questo contesto si inserisce la testimonianza di Simona Panseri, Responsabile comunicazione, relazioni esterne, arte e cultura di Cassa Depositi e Prestiti, che offre uno sguardo diretto sull’impegno di Cassa Depositi e Prestiti nel supportare progetti capaci di generare valore per le comunità e di rafforzare l’ecosistema dell’economia sociale.

“Da oltre 170 anni, Cassa Depositi e Prestiti svolge un ruolo centrale nel Paese, accompagnando l’Italia nello sviluppo economico e sociale, con una visione di lungo periodo e con l’obiettivo di operare a supporto alla crescita strutturale. I risultati raggiunti nel 2025, operando secondo le priorità definite dal Piano Strategico 2025-2027, ovvero competitività, coesione sociale e territoriale, sicurezza economica e transizione giusta, sono importanti: abbiamo impegnato risorse per 29,5 miliardi di euro e, grazie alla capacità di attrarre capitali addizionali, abbiamo sostenuto investimenti per 73,6 miliardi, con un effetto leva pari a 2,5 volte. Per essere maggiormente incisivi è necessario non guardare soltanto a minimizzare i rischi e massimizzare i rendimenti, come un’istituzione finanziaria tradizionale, ma bisogna monitorare costantemente l’azione e misurare in modo sistematico l’impatto che i nostri interventi generano a favore dello sviluppo economico, sociale e ambientale delle imprese, dei territori e del Paese nel suo complesso. Questo è un fronte in cui abbiamo introdotto con il Piano Strategico 2022-2024 una novità importante nella nostra operatività, ovvero il passaggio da un modello rischio-rendimento a uno rischio-rendimento-impatto, allineandoci ai più avanzati istituti finanziari internazionali che promuovono obiettivi di politica economica.

Altrettanto rilevanti sono le sfide. Viviamo una stagione di grandi trasformazioni: la transizione ecologica e digitale, la necessità di rafforzare la coesione sociale, il contrasto alle disuguaglianze e allo spopolamento delle aree interne. In questo scenario, l’economia sociale rappresenta un settore economico fondamentale per la resilienza e la competitività dei nostri territori, capace di coniugare crescita economica, inclusione e benessere collettivo. Si tratta, insomma, di un motore di sviluppo strategico per il futuro del nostro Paese. I numeri parlano chiaro: in Italia le organizzazioni del settore sono quasi 400mila – con oltre 1,5 milioni di addetti e più di 4,6 milioni di volontari – e rappresentano circa l’8% delle organizzazioni dell’economia privata e il 4,4% del PIL nazionale. Le cooperative, in particolare, con oltre 1,1 milioni di addetti, svolgono un ruolo insostituibile nella tenuta sociale ed economica delle comunità, soprattutto nelle aree più fragili e nei piccoli comuni.

L’Unione Europea ha riconosciuto l’economia sociale come uno dei quattordici ecosistemi industriali strategici per la resilienza e lo sviluppo sostenibile. Il Piano d’Azione europeo e la Raccomandazione del Consiglio del 2023 ci indicano una strada chiara: promuovere condizioni favorevoli affinché le organizzazioni dell’economia sociale possano prosperare, innovare e generare impatto trasformativo sulla società. CDP ha raccolto questa sfida, anche partecipando attivamente al gruppo di lavoro promosso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per la definizione del Piano d’Azione nazionale per l’economia sociale. Il nostro contributo si è concentrato in particolare sullo sviluppo di strumenti finanziari innovativi, per facilitare l’accesso al credito e sostenere gli investimenti delle imprese sociali, spesso penalizzate da modelli di valutazione non adeguati alle loro specificità.

Dal 2017, attraverso il FRI Economia Sociale, abbiamo sostenuto oltre 50 progetti per un totale di circa 50 milioni di euro di finanziamenti agevolati, affiancando risorse private a quelle pubbliche per massimizzarne l’impatto. Attraverso la Fondazione CDP sosteniamo poi progetti innovativi per l’inclusione sociale, come il primo Social Outcome Contract in Italia a Catanzaro, che lega i finanziamenti al raggiungimento di risultati misurabili. Abbiamo, inoltre, promosso, sempre tramite la Fondazione, il Premio Innovazione Sociale, che premia progetti con soluzioni replicabili e tecnologiche in ambiti di fragilità. Dal 2023, attraverso il Fondo Italiano di Investimento, abbiamo lanciato il Fondo di Fondi “Impact Investing”, il primo fondo di fondi in Italia dedicato alla finanza di impatto, con l’obiettivo di investire in fondi specializzati che generano un impatto sociale e ambientale positivo.

Stiamo inoltre analizzando la sostenibilità di schemi per facilitare ulteriormente l’accesso al credito e favorire condizioni più vantaggiose per le imprese sociali. Ma per supportare l’economia sociale occorre anche rafforzare le partnership tra pubblico e privato, valorizzare il patrimonio immobiliare per scopi sociali, promuovere la filantropia e l’innovazione sociale, investire in formazione e competenze, e soprattutto favorire la co-progettazione e la partecipazione attiva delle comunità locali.

CDP interviene già a sostegno dei Comuni, in particolare con l’obiettivo di costruirne le competenze, attraverso i propri servizi di advisory. Siamo partner della Commissione Europea nel Programma InvestEU e, attraverso l’Accordo Quadro con il MEF, supportiamo l’implementazione del PNRR. Il nostro approccio consiste nell’affiancare amministrazioni locali e centrali nello sviluppo di progetti che favoriscono inclusione sociale e rigenerazione urbana. Lo scorso anno CDP e ANCI hanno siglato un protocollo che va proprio in questa direzione: creare una cornice stabile di collaborazione con i Comuni, per condividere buone pratiche, sviluppare strumenti su misura e accompagnare i territori nella costruzione di modelli di sviluppo sostenibile e inclusivo. Le esperienze di tanti comuni dimostrano che l’economia sociale è già oggi un laboratorio di innovazione e coesione. Nelle aree interne le cooperative di comunità, le imprese sociali, le reti di volontariato sono presidi fondamentali contro lo spopolamento, la marginalità e la perdita di servizi essenziali. Sono anche motori di rigenerazione urbana, di inclusione lavorativa, di transizione ecologica e di valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale.

Il nostro compito, come CDP, è essere al fianco di questi attori, ascoltare i bisogni dei territori, facilitare l’accesso alle risorse e accompagnare la crescita di un ecosistema che mette al centro le persone, la partecipazione e il valore condiviso. L’economia sociale non è una nicchia, ma un paradigma di sviluppo che riguarda tutti noi. È la chiave per costruire comunità più forti, inclusive e sostenibili. Solo facendo sistema – istituzioni, imprese, enti locali, terzo settore – potremo affrontare con successo le sfide che ci attendono e liberare tutto il potenziale dei nostri territori.”

Simona Panseri, Responsabile comunicazione, relazioni esterne, arte e cultura di Cassa Depositi e
Prestiti

Scopri tutti gli strumenti a disposizione per il Terzo Settore.

Sfoglia le due best practices supportate da CDP: Vesti Solidale e Cascina Monluè.

La fotografia presente in questo articolo è stata fornita da Cassa Depositi e Prestiti.

Iscriviti alla newsletter
Fondazione Triulza utilizzerà le informazioni fornite su questo modulo per l'invio via mail di newsletter, inviti e comunicazioni di carattere informativo, promozionale e commerciale su iniziative, prodotti e servizi di Fondazione Triulza e della sua rete di fondatori e partner. Ti preghiamo di selezionare questa opzione per accettare l'utilizzo dei dati. Qui l'Informativa sulla Privacy