Le risorse e gli strumenti messi a disposizione dell’economia sociale da Cassa Depositi e Prestiti diventano motore di cambiamento quando incontrano realtà capaci di trasformarle in impatto concreto e duraturo. In questa pagina illustriamo due interventi esemplari: il caso di Vesti Solidale, cooperativa sociale che con il progetto Textil Hub di Rho coniuga attività industriale, sostenibilità ambientale, inclusione lavorativa e sociale per soggetti fragili; il progetto Cascina Monluè, un’operazione di rigenerazione urbana e di recupero di un bene storico artistico a forte impatto che prevede un modello di imprenditoria sociale “ibrido” che coniuga sostenibilità economica e creazione di valore condiviso per la comunità. Due esperienze diverse che raccontano come il sostegno finanziario possa tradursi in progetti, opportunità reali, rafforzando comunità, generando lavoro e costruendo modelli di sviluppo più inclusivi.
Vesti Solidale e Textile Hub di Rho (MI): un presidio ambientale, occupazionale e industriale

Le risorse economiche attivate attraverso il bando Italia Economia Sociale hanno rappresentato un passaggio decisivo per trasformare una visione in un’infrastruttura concreta, capace di generare impatto ambientale e sociale sul territorio. Il finanziamento di 3 milioni di euro, di cui 2,1milioni di euro concessi da CDP a tasso agevolato, utilizzando risorse del Fondo Rotativo per le Imprese (FRI) e i restanti 900 mila euro concessi dal sistema bancario a condizioni di mercato, ha infatti sostenuto la realizzazione del Textile Hub di Rho, che ha previsto un investimento complessivo da 8 milioni di euro e che oggi costituisce il più grande impianto del Nord Italia per il trattamento dei rifiuti tessili.

Il centro si sviluppa su una superficie di 12 mila mq, di cui 5 mila coperti, ed è dotato di tecnologie semi-automatizzate che consentono di gestire fino a 20.000 tonnellate di tessili all’anno. All’interno dell’hub, i materiali raccolti vengono sottoposti a un processo strutturato: dall’apertura dei sacchi all’igienizzazione con ozono, fino alla selezione per categorie merceologiche e qualità. Questo sistema permette di ottimizzare le operazioni, migliorare la qualità delle frazioni in uscita e aumentare la quantità di capi destinati a una seconda vita.
L’impianto rappresenta anche un importante presidio occupazionale. Oggi impiega circa 40 persone, molte delle quali inserite attraverso percorsi di inclusione sociale, confermando la capacità della cooperazione di coniugare efficienza operativa e impatto sociale. Accanto alle attività industriali, il Textile Hub alimenta infatti una rete più ampia di servizi legati al riutilizzo, al riciclo e alla valorizzazione dei tessili, contribuendo a creare nuove opportunità di lavoro e competenze.

Il sostegno dell’iniziativa promossa dal MIMIT, gestita da Invitalia, ha quindi avuto un effetto abilitante: non solo ha permesso la realizzazione fisica dell’impianto, ma ha accelerato la crescita di un modello innovativo, in cui infrastrutture moderne e finalità sociali convivono. Il Textile Hub di Rho è oggi un esempio concreto di come investimenti mirati possano generare valore duraturo, rafforzando la capacità dei territori di affrontare le sfide ambientali e sociali in modo integrato.
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Cascina Monluè – La Corte del Bene Comune: rigenerazione urbana a forte impatto sociale

Il progetto Cascina Monluè – La Corte del Bene Comune si configura, nel suo complesso, come un’operazione di rigenerazione urbana e di recupero di un bene storico artistico a forte impatto sociale il cui equilibrio economico-finanziario trova un perno fondamentale nell’intervento di finanza agevolata “Italia Economia Sociale”, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), in collaborazione con CDP e il sistema bancario. La natura stessa dell’iniziativa, orientata alla produzione di valore sociale e territoriale, richiede infatti un modello di sostenibilità compatibile con livelli di redditività non aggressivi, coerenti con le finalità civiche e solidaristiche dell’impresa.
In questo contesto, si è reso necessario il coinvolgimento di un intervento agevolativo sinergico che vede la collaborazione tra MIMIT e Fondo Rotativo Imprese (FRI), in cofinanziamento con il sistema bancario, capace di riconoscere e sostenere la specificità del progetto, accettando una logica di investimento paziente, in cui il ritorno economico si accompagna – e si integra – con la generazione di impatto sociale.

Lo strumento agevolato ha consentito di strutturare un impianto finanziario adeguato alla complessità dell’investimento, pari a 7 milioni di euro, garantendo condizioni compatibili con i tempi di sviluppo dell’iniziativa. Il finanziamento è di oltre 3,5 milioni di euro, di cui circa 2,5 milioni di euro concessi da CDP a tasso agevolato, utilizzando risorse del FRI e la quota restante concessa dal sistema bancario a condizioni di mercato.

In particolare, la previsione di un periodo di pre-ammortamento di 4 anni, rappresenta un elemento determinante: essa consente da un lato il completamento dell’investimento infrastrutturale e, dall’altro, l’avvio progressivo delle attività, offrendo il tempo necessario affinché i diversi ambiti operativi raggiungano un equilibrio gestionale prima dell’entrata a regime del servizio del debito.
Tale configurazione risulta pienamente coerente con la natura dell’Impresa Sociale Cascina Monluè, che si propone come modello ibrido capace di superare la tradizionale dicotomia tra funzione pubblica e iniziativa privata, configurandosi come punto di sintesi tra queste dimensioni. In questa prospettiva, la finanza agevolata non rappresenta soltanto uno strumento tecnico, ma un fattore abilitante essenziale per rendere possibile un progetto che coniuga sostenibilità economica e creazione di valore condiviso per la comunità.

Per scoprire Cascina Monluè, visita il sito www.cascinamonlue.it o segui sui social, Instagram, Facebook e Linkedin
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Le fotografie presenti in questo articolo sono fornite dalle cooperative Vesti Solidale e Cascina Monluè.