Coinvolgere istituzioni, Terzo Settore e nuove generazioni nella costruzione di comunità più inclusive, partecipative e capaci di rispondere alle sfide del futuro. È questo l’obiettivo del progetto realizzato da Fondazione Triulza ETS in collaborazione con Fondazione Comunitaria Nord Milano, che il 25 e il 27 febbraio 2026 ha promosso due importanti momenti di co-progettazione e co-design negli spazi della Social Innovation Academy di MIND Milano.
L’iniziativa si è concentrata su due temi strategici per lo sviluppo delle comunità territoriali: il ruolo delle Case di Comunità nella costruzione di una rete di servizi sociosanitari integrati e inclusivi e il coinvolgimento dei giovani nella definizione dei “luoghi di futuro”, spazi capaci di favorire cittadinanza attiva e partecipazione. MIND rappresenta oggi un laboratorio privilegiato di innovazione sociale, dove Fondazione Triulza lavora insieme agli stakeholder pubblici e privati del distretto per integrare competenze e valori del Terzo Settore nei processi di trasformazione urbana e sociale. Un percorso avviato fin da Expo 2015 che ha coinvolto migliaia di giovani attraverso attività di confronto, dialogo e co-progettazione con imprese, università, centri di ricerca e organizzazioni della società civile.
Case di Comunità: il confronto tra istituzioni e Terzo Settore
La prima attività ha riguardato il tavolo di co-design “Case di Comunità: integrazione sociosanitaria, territorio, community care”, coordinato dal Segretario Generale di Fondazione Comunitaria Nord Milano, Pierluca Borali.
All’incontro hanno partecipato 24 rappresentanti di 18 istituzioni ed Enti del Terzo Settore (ETS) che operano nei territori del Nord Milano: Fondazione Comunitaria Nord Milano, ASST Rhodense, ASST Nord Milano, ASST Milano, Comune di Settimo Milanese, Comune di Rho, Sercop, Università degli Studi di Milano Bicocca, Comuni Insieme, IPIS, Stripes Società cooperativa Onlus, Acli Lombardia, Residenze del Sole, Wikinord, Consorzio Cooperho, Fondazione Auprema, Lotta Contro L’Emarginazione, Fondazione Triulza.
Si sono messi a confronto soggetti già impegnati nei processi di implementazione delle Case di Comunità con reti e organizzazioni del Terzo Settore in grado di contribuire allo sviluppo dell’integrazione sociosanitaria prevista dalla riforma. Il workshop si è sviluppato a partire dalla prospettiva del Terzo Settore, approfondendo temi quali la qualità e l’inclusività dei servizi, il coinvolgimento attivo dei cittadini, la partecipazione degli enti del Terzo Settore ai processi di cura e il loro ruolo nella governance del sistema.
Due gli obiettivi principali dell’incontro:
- dare visibilità ai processi di implementazione delle Case di Comunità nei territori del Nord Milano, evidenziandone risultati, criticità e opportunità;
- raccogliere e condividere punti di vista, aspettative e rappresentazioni dei diversi stakeholder coinvolti, con particolare attenzione al ruolo degli enti del Terzo Settore.

Risultati e sviluppi futuri
L’incontro ha evidenziato come il Nord Milano rappresenti uno dei territori più avanzati nell’ambito dell’integrazione sociosanitaria e del rapporto con le comunità locali.
Particolarmente significativa è stata l’esperienza sviluppata dalla collaborazione tra Sercop e ASST Rhodense, che ha portato all’attivazione del Punto Unico di Accesso (PUA), uno degli strumenti centrali previsti dal modello delle Case di Comunità. La sperimentazione ha comportato una riorganizzazione dei servizi sociali gestiti da Sercop, trasferiti all’interno delle Case di Comunità per favorire una maggiore integrazione tra dimensione sociale e sanitaria.
Il percorso ha permesso di valorizzare la trasversalità degli interventi, attraverso la condivisione degli spazi, una revisione organizzativa delle équipe professionali in chiave multidimensionale e una collaborazione più stretta tra servizi sociali e sanitari. Un processo che ha rafforzato anche il rapporto con i Comuni, con ricadute positive per i cittadini, ad esempio nella gestione dei consultori.
Dal confronto sono emersi alcuni ambiti da continuare ad esplorare:
- analizzare ulteriormente il posizionamento e le aspettative del Terzo Settore rispetto alle Case di Comunità;
- rafforzare la collaborazione tra professionisti dell’ambito sociale e sanitario, coinvolgendo in modo più strutturato i medici di medicina generale (MMG);
- valorizzare la mobilitazione del Terzo Settore attraverso la creazione di comunità di pratica e luoghi stabili di apprendimento condiviso;
- promuovere una visione della salute in chiave “ecologica”, fondata sul rapporto tra comunità e partecipazione;
- sviluppare modelli di community care che valorizzino la conoscenza del territorio da parte del Terzo Settore e il collegamento tra Case di Comunità e luoghi di partecipazione civica;
- attivare processi di co-design e co-progettazione tra istituzioni e Terzo Settore, sostenuti anche da adeguate risorse economiche;
- diffondere modelli e buone pratiche in altri territori e all’interno di MIND, dove operano realtà quali Fondazione Triulza, IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio, Principia, Lendlease, Università degli Studi di Milano, Human Technopole e numerose aziende delle scienze della vita.
Laboratori di coprogettazione sulle Comunità Educanti e i “Luoghi di futuro”
I tre laboratori si sono svolti il 27 nella Social Innovation Academy di Fondazione Triulza in MIND e hanno coinvolto 64 studenti e studentesse (tre classi) di due istituti scolastici superiori di II grado, il Liceo Falcone e Borsellino di Arese e l’ITCS Erasmo da Rotterdam di Bollate, e organizzazioni del terzo settore del Nord Milano, con l’obiettivo di dare vita a nuovi modelli di intervento su spazi e luoghi di aggregazione e stimolare la partecipazione e l’attivazione giovanile.

Le realtà coinvolte sono state individuate insieme a Fondazione Comunitaria Nord Milano per la loro capacità di affrontare il tema della partecipazione attraverso metodologie innovative e laboratoriali:
- La Grande Casa, che ha proposto una riflessione sulla trasformazione degli scarti industriali e sul rapporto tra rifiuto e bellezza;
- Stripes Società Cooperativa Onlus, che ha collegato i temi della rigenerazione urbana e della legalità;
- Il Torpedone, che ha lavorato sul concetto di bene comune e sulla cura dello spazio pubblico.
Le tre organizzazioni partecipano al progetto “Minori e giovani resilienti”, promosso da Fondazione Comunitaria Nord Milano e Fondazione Paganelli in collaborazione con Assolombarda.
L’esperienza ha confermato il valore della co-progettazione come strumento per coinvolgere attivamente le nuove generazioni nella costruzione delle città e delle comunità del futuro, rafforzando il dialogo tra scuola, Terzo Settore e territorio.
Risultati e sviluppi futuri
I tre laboratori hanno evidenziato alcuni elementi comuni: la centralità del bene comune, la partecipazione attiva degli studenti, il lavoro di gruppo, lo sviluppo di competenze trasversali, la connessione tra scuola e territorio e l’orientamento all’impatto sociale.
L’organizzazione di questi laboratori conferma il valore delle alleanze educative tra fondazioni, scuole, enti del Terzo Settore e mondo delle imprese per sviluppare progettualità ad alto impatto territoriale, capaci di contribuire alla crescita di comunità inclusive e orientate alla cura dei beni comuni. Per Fondazione Triulza, queste attività hanno rappresentato un’importante occasione per sperimentare metodologie educative innovative, in grado di integrare apprendimento teorico ed esperienza pratica attraverso project work e laboratori partecipativi.
Si propone di avviare un possibile percorso progettuale condiviso tra gli enti coinvolti – Fondazione Triulza, Fondazione Comunitaria Nord Milano, Assolombarda e le realtà del Terzo Settore – per portare temi e metodologie a un numero sempre maggiore di giovani, istituti scolastici e realtà territoriali, contribuendo alla costruzione di un modello replicabile di collaborazione tra sistema educativo, Terzo Settore e mondo delle imprese.

Uno dei contesti in cui Fondazione Triulza potrebbe replicare questa sperimentazione è la prossima edizione del Social Innovation Campus, che si svolgerà a MIND nel febbraio 2027. Il Social Innovation Campus si conferma infatti l’evento di riferimento in Italia per il coinvolgimento delle giovani generazioni sui temi dell’innovazione sociale, valorizzandone il ruolo di protagonisti all’interno di un percorso che si sviluppa durante tutto l’anno. Nell’edizione 2026 hanno partecipato 14.976 persone, di cui 12.108 studenti provenienti da tutta Italia (circa l’81%), coinvolti in 203 iniziative organizzate in presenza e online grazie alla collaborazione di oltre 70 partner tra aziende, enti di ricerca, istituzioni, università, cooperative, imprese sociali ed enti del Terzo Settore.
Un ulteriore ambito in cui valorizzare e replicare questa esperienza è rappresentato dai progetti di attivazione territoriale ai quali Fondazione Triulza partecipa insieme ad altri partner.